Il Progetto

La comunità Rom è presente a Roma con insediamenti spesso spontanei. Le difficoltà di integrazione sono sotto gli occhi di tutti. Per questo l’Unione Europea sostiene la città di Roma e le sue Associazioni nell’impegno a produrre un modello efficiente di accoglienza e servizi che superi l’emergenza dei campi.

L’ente Locale con i suoi servizi, in particolare quelli sociali, è il luogo istituzionale dove i Rom degli insediamenti spontanei si recano per ottenere informazioni e assistenza. Tuttavia, spesso questo contatto tende a divenire problematico, a causa di diffidenze e pregiudizi reciproci che possono sfociare in atteggiamenti discriminatori.Lo scopo principale del progetto è quello di incoraggiare e sostenere una convergenza fra i Rom che usufruiscono dei servizi e gli operatori che lavorano presso il Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale (DPSSS), nei Segretariati Sociali dei 15 Municipi di Roma Capitale e nelle Associazioni aderenti al CESV (Centro Servizi per ilVolontariato del Lazio).Gli obiettivi finali puntano a produrre un modello standardizzato per l’accoglienza ai Rom e ad altre categorie svantaggiate negli uffici pubblici, che sia rispettoso della legislazione in materia di antidiscriminazione, efficiente e trasparente, e per sostenere i Rom in un approccio informato e corretto ai servizi pubblici di cui hanno bisogno.I due obiettivi risultano dalle attività in programma (formazione e mutual learning) in un lavoro di potenziamento delle competenze comunicative e di servizio condotto sia con personale dipendente e in convenzione di Roma Capitale, sia con operatori delle associazioni CESV, sia con gli stessi gruppi Rom.

 

Le specifiche attività che il progetto si è dato sono le seguenti:
  • Formare gli operator i dei servizi di Roma Capitale (dirigenti ed operatori dei front-office e delle associazioni) verso lo sviluppo di procedure antidiscriminatorie standardizzate per favorire la creazione, l’implementazione e la disseminazione di standard di qualità e procedurali uniformi per l’accoglienza ai Rom e ad altre categorie svantaggiate;
  • Formare i Rom su come approcciare i servizi e sostenere il loro coinvolgimento fornendo formazione di base sui diritti e i doveri e sulle pratiche di cittadinanza attiva;
  • Diffondere una maggiore consapevolezza circa l’importanza dei principi e delle procedure anti- discriminatorie come requisito europeo funzionale ad una più corretta, efficace e sostenibile, esecuzione delle azioni poste in essere;
  • Creare una piattaforma aperta per lo scambio di know-how tecnico e di buone pratiche, migliorando così sia la capacità istituzionale sia la partecipazione dei Rom;
  • Creare strumenti pratici per i lavoratori del settore al fine di facilitare e migliorare il loro lavoro con la popolazione Rom (manuale, online repository, learning object, video, documenti in italiano, romanès e romeno, raccomandazioni per il miglioramento della comunicazione e della relazione fra Rom ed Istituzioni);
  • Disseminare i risultati a partire dalle città che hanno aderito al Progetto (Roma, Milano, Lecce e Londra) con la creazione di una rete per il mutuo apprendimento.
Alle attività progettuali è prevista la partecipazione di 170 persone:
  • 100 tra operatori, funzionari e dirigenti di Roma Capitale, dei 15 Municipi e dei Segretariati Sociali, nonché operatori afferenti a organismi in convenzione;
  • 20 operatori delle associazioni aderenti alla rete CESV;
  • 50 Rom individuati tra quelli di recente arrivo accampati in insediamenti informali.

La composizione di un gruppo di lavoro misto risponde all’approccio integrato e comprensivo che il Progetto ROMunicare intende perseguire durante lo svolgimento delle attività.

I risultati attesi in termini di impatto su politiche e programmi sono:

Il potenziamento degli obiettivi e delle competenze antidiscriminatorie di operatori e Rom, sia contro i pregiudizi dei “gagè” (dei non Rom), sia contro l’autoesclusione spesso imposta dalla cultura rom;

  • L’applicazione in via progressiva di procedure standardizzate di accoglienza ai Rom e altre categorie svantaggiate in tutto il territorio di Roma Capitale;
  • La creazione di linee guida e della piattaforma Moodle per l’Open and Distance Learning che rimarrà in uso a Roma Capitale;
  • L’aumento dell’attenzione e dell’impegno istituzionale con il coinvolgimento dei Rom;
  • La trasferibilità del progetto a livello nazionale ed europeo.